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Il rapporto tra tumore e obesità

Il rapporto tra tumore e obesità

Uno dei rischi maggiori legati all’eccesso di peso è l’insorgenza di una neoplasia che può colpire anche quegli organi e tessuti che non sono direttamente collegati all’alimentazione.

Il rapporto tra tumore e obesità è uno dei tanti dati scientificamente dimostrati da una moltitudine di studi, ma, diciamocelo, nelle ultime decadi sembra essere diventato un noioso ritornello quello del cancro. “Fumare fa venire il cancro”, “mangiare salumi fa venire il cancro”, “stare troppo tempo nel traffico fa venire il cancro”. Sembra che ogni comportamento, anche quelli minuscoli o virtuosi, provochino l’insorgere di un tumore, anche laddove ci sembra impossibile possa apparire. Se dovessimo prendere questi avvertimenti alla lettera, dovremmo sentire di milioni di vittime al giorno in ogni parte del mondo.

Spieghiamo

Il modo corretto di interpretare, ad esempio, “fumare fa venire il cancro” è: fumare aumenta le possibilità che si sviluppi il cancro. Cosa significa? Che, fumando regolarmente, aumentano le probabilità che si sviluppi una neoplasia. Dunque, ipotizzando di partire da una minima percentuale dell’1%, se andiamo a sommare un aumento per gli uomini del 90% e per le donne del 70%, alla fine avremo che i fumatori abitudinari hanno rispettivamente il 91% e il 71% di possibilità in più di ritrovarsi con un cancro ai polmoni.

Se a questa cattiva abitudine ne sommiamo delle altre, quali sedentarietà, elevato consumo di carni rosse trattate o poco esercizio fisico, possiamo renderci conto che le probabilità tendono anche a quadruplicare.

Per l’obesità si applica la stessa regola.

Il rapporto tra tumore e obesità è più grande di quanto non appaia

L’eccesso di peso determina l’insorgenza del 4% dei tumori su scala globale. Se volessimo prendere in considerazione solo la popolazione dei Paesi più ricchi con un sistema sanitario che offra informazioni precise, ogni anno 30 milioni di persone sviluppano un tumore a causa del sovrappeso, metà della popolazione italiana per intenderci. Una così alta incidenza è provocata dal fatto che, come già detto, l’obesità influenza più organi e apparati anche non direttamente collegati: seno, utero, reni, fegato, ovaie e tiroide.

Perché c’è un rapporto tra tumore e obesità?

L’eccesso di peso influenza il grado generale di infiammazione del corpo. Questa è una delle principali cause di innesco di quei meccanismi cellulari che possono portare ad una mutazione del DNA. Quando ciò avviene, le nuove cellule con un DNA diverso possono iniziare un processo di replicazione senza controllo perché perdono l’inibizione da contatto. In pratica, non riescono a capire che ce ne sono troppe di cellule in uno stesso posto. Iniziano quindi a riprodursi senza freni e a formare quella che è comunemente chiamata massa tumorale e, dunque, il tumore stesso.

L’iniziativa è la principale prevenzione

Ripetiamo che non è il mettere su qualche chilo ad essere rischioso, ma è la convivenza con lo stato di obesità che ci porta a sviluppare questo tipo di male ed è quindi prioritario scegliere non come agire, ma quando, perché il tempismo è precedente solo alle modalità. Prima si scegli di agire, di dire a se stessi “sì, lo voglio fare” e solo dopo si decide il “come fare”.

Prendiamo noi di Medita come esempio. Offriamo una soluzione nella forma di un percorso di rieducazione alimentare, ma, come appena detto, proponiamo una soluzione, un valido strumento, ma non un’iniziativa. Devi essere tu a scegliere quando e se cominciare. Come si suol dire: chi ben comincia è a metà dell’opera, e non c’è nulla di più vero. Solo scegliere di iniziare è il primo grande passo in salita che dovrai fare e il resto, in confronto, ti apparirà tutto in discesa.

Il problema dell’obesità è trascurabile

Il problema dell’obesità è trascurabile

Nonostante negli ultimi anni abbia guadagnato una sempre maggior visibilità, il problema dell’obesità continua ad essere pesantemente sottostimato a causa di un’innaturale indifferenza.

Provate per un momento ad immaginare la grande città di Roma, l’eterna capitale con i suoi secoli di storia e la sua vivace popolazione. Allo stesso modo, focalizzatevi sull’assurda possibilità che tutti i suoi abitanti periscano l’uno dopo l’altro nel giro di un solo anno, lasciandola deserta e silenziosa. È una visione macabra, ma è esattamente questa la proporzione dei casi di morte legati al problema dell’obesità.

Tre milioni, per razionalizzare con le stime dell’OMS, sei volte i decessi legati al fumo di sigaretta, nonché la quinta principale causa di morte su scala globale, maggiore persino del tasso delle malattie respiratorie.

La realtà è un po’ più complicata

Il dato più allarmante, però, è legato a quanti siano i soggetti realmente a rischio, ovvero circa due miliardi di persone, poco più di un quarto dell’intera popolazione mondiale, 650 milioni dei quali esposti al pericolo di sviluppare patologie o disturbi seri nel medio termine. Può sembrare una cifra al limite dei più raffinati complottismi, ma è sufficiente pensare che la combinazione tra globalizzazione, distribuzione di cibo a basso costo e mancanza di norme alimentari stringenti hanno favorito l’insorgenza del problema dell’obesità persino in quei Paesi ritenuti poveri per antonomasia, quali India, Vietnam e Bangladesh.

Nonostante ciò, obesità e sovrappeso continuano ad essere percepiti dalle masse come problemi trascurabili, vuoi per mal informazione, per mancanza di sensibilità o perché si diluiscono bene nel tempo come un cucchiaino di zucchero in una tazzina di caffè. Pensate a un terremoto. Può provocare centinaia di vittime in una manciata di secondi, creando scompiglio, sorpresa e talvolta indignazione, ma, numeri alla mano, le cifre appaiono risicate se confrontate alle milioni causate dal cancro ogni anno. Una vita è pur sempre una vita, ben inteso, ma parliamo comunque di cifre enormemente superiori. Cifre che però sembrano non essere nemmeno prese in considerazione quando c’è da allarmarsi per davvero.

Il problema è intrinseco al concetto

Per quanto banale possa sembrare, vi è una mancanza alla base del concetto stesso, vale a dire la presa di coscienza, perché il primo passo per risolvere un problema è ammettere che esiste. Che esiste nel mondo, che esiste là fuori e che può colpire chiunque, anche noi che nella prospettiva di qualcun altro siamo proprio quel mondo a cui siamo tanto insensibili e che continua a peggiore per l’indifferenza verso noi stessi, nonostante le soluzioni siano più semplici di quanto non appaiano.

L’invito è chiedersi se vale la pena trattarsi così, ridursi a tanto nel disperato tentativo di riempire una lacuna che non potrà mai essere colmata con il solo cibo, pur sapendo che simili abitudini possono portarci a rischiare molto più del nostro apparire.

Il Palloncino Gastrico Allurion per i propri obiettivi

Il Palloncino Gastrico Allurion per i propri obiettivi

Valentina ci dimostra che focalizzarsi suoi buoni propositi sia solo il primo passo per raggiungerli e di come il palloncino gastrico allurion sia un prezioso alleato per realizzarli.

Valentina, avvocatessa e madre di tre figli, ci racconta delle delusioni che ha dovuto sopportare nei suoi tentativi di perdere peso prima di sottoporsi al percorso del palloncino gastrico allurion.

Venivo da quattro-cinque anni di dieta, e dopo tre gravidanze consecutive e problemi ormonali avuti nel frattempo, era arrivata a 107 chili.

Con la dura consapevolezza di star sbagliando e col coraggio di chi, invece, il proprio sbaglio vuole correggerlo, si rivolge ad un nutrizionista che le somministra una dieta dimagrante. Grazie a questa, riesce a perdere quasi 30 chili.

Poi arriva il problema.

“È arrivato un momento in cui mi sono bloccata sugli 80-85 chili, facendo sempre dieta – sono a dieta da una vita. Dopo tanti sacrifici, continuavo a non vedermi come volevo.”

Inizia così a coniugare il proprio regime alimentare con lo sport, ma senza raggiungere i risultati sperati. Conscia di non stare ottenendo nulla, inizia a guardarsi attorno, a cercare soluzioni alternative al proprio problema.

Avevo un’amica che si era sottoposta a chirurgia e la vedevo felice, ma io non volevo farlo.

Ed è in quel momento che comincia a prendere in considerazione il trattamento col palloncino gastrico allurion, non solo per migliorare la propria salute fisica, ma anche per il proprio stato mentale.

Scattava sempre la fame, soprattutto nervosa, e mangiavo disordinato. Il programma poteva essere un aiuto iniziale da dove cominciare.

Come riferisce la stessa Valentina, conscia – e colta – della situazione, il palloncino gastrico allurion è uno strumento che è parte di un programma. È un percorso che va seguito e in cui si è seguiti con scrupolo e attenzione.

La sua testimonianza getta luce anche sulla problematica quanto mai attuale della pandemia, di come questa, in particolare nelle prime dure fasi, abbia costretto tante persone a casa, permettendo loro di accumulare molto stress. E lo stress, lo sappiamo, può spingere alla fame nervosa, a prendere o riprendere cattive abitudini alimentari. Se ci mettiamo anche la consapevolezza di stare facendo un errore, si entra in un circolo vizioso. Io so di stare sbagliando e ciò mi stressa. Quando sono stressato, mangio. Quando lo faccio, so di stare sbagliando.

Alla domanda “cosa ti ha spinto a decidere di voler cambiare?”, ci risponde in una maniera coincisa.

Vedevo rifiorire la mia amica e la voglia di vedermi come mi vedo nella mia testa prima ancora che nello specchio. Sto lavorando e voglio vedere risultati.

Come per Maythe, arriva anche per Valentina il momento della decisione di sottoporsi al programma con il palloncino gastrico allurion, ma non senza dubbi o paure. Come ci racconta, la sua esperienza sul momento è stata di timore, ma grazie alle professionalità del medico, in soli dieci minuti era già tutto finito senza la minima complicazione.

I primi due giorni sono stati un po’ forti, ma superati senza problemi grazie a qualche semplice medicina e al sostegno di Imma di Medita Medical che mi telefonava per sapere come stessi, come mi sentissi. Dopo due giorni, non sentivo più nulla.

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A esattamente un mese, tre settimane e tre giorni, ci mostra di aver perso 10 chili, raggiungendo i 73, senza aver riscontrato nessun problema grazie al costante monitoraggio.

Ora che Valentina si sta finalmente rispecchiando in ciò che vuole essere, che sta vedendo coi propri occhi i risultati, si riserva di offrire qualche consiglio a chi, come lei, fosse intenzione a sottoporsi all’inserimento del palloncino gastrico allurion.

Di provarci, di prendere coraggio. Avendone provate tante, so cosa significa andare incontro ai fallimenti. La paura blocca, ma posso assicurare che poi quando arrivano i risultati, c’è un aiuto anche psicologico. In particolare, siamo seguiti, si è sempre seguiti come in una piccola famiglia e l’aiuto è grande.

Se desideri approfondire, puoi guardare l’intervista integrale a Valentina sul nostro canale Youtube. Se invece hai dei dubbi, sentiti libero di leggere le informazioni sul Programma Allurion o di contattarci per una consulenza gratuita e senza impegno.

Il Programma Allurion in sostegno alla maternità

Il Programma Allurion in sostegno alla maternità

Maythe ci racconta la sua esperienza di rieducazione alimentare, mostrandoci i risultati che ha raggiunto con il programma allurion ad un passo dalla fine.

Con poche semplici parole, l’imprenditrice Maythe Henriquez ci offre uno scorcio apparentemente superficiale della propria vita prima di iniziare il suo percorso di profondo cambiamento grazie al programma Allurion.

Quando ti devi vestire, che non ti sta niente o che niente ti piace, io piangevo.”

Partiamo dal principio.

Dopo essere diventata mamma, comincia ad accumulare peso fino a raggiungere i 74 chili. Un peso che può apparire normale, ma che per una donna alta 1.59 rappresenta un primo, evidente campanello d’allarme per la propria salute.

Pensavo di poter mangiare poco e invece NON mangiavo poco. Avevo bisogno di qualcosa che mi facesse dimagrire tanto perché non è che non ho forza di volontà … “

Come darle torto? Una donna matura come lei che affronta ogni giorno le avversità di fare impresa in questo Paese e trova anche la forza di mettere al mondo un figlio, tutto può essere fuorché senza forza di volontà.

Nonostante i mille impegni e le altrettante preoccupazioni, la neomamma si rimbocca le maniche e decide di seguire dei rigidissimi programmi.

“Sono andata per un mese in palestra, alle 6 del mattino, per due ore, tutti i giorni; ho fatto dieta e ho perso soltanto un chilo e mezzo. E ho detto NO! C’è qualcosa che non va.”

Senza perdersi d’animo, Maythe si confida con suo marito per trovare una soluzione che non coinvolgesse la chirurgia. Con quel perfetto gioco di squadra che li contraddistingue tanto in amore quanto nel lavoro, riescono infine a trovarla.

“Mio marito mi affianca molto è mi ha detto ‘se sei convinta, fallo!’ e così ho fatto.”

È in momenti come questi che una persona trova la forza per iniziare un percorso così radicale, quando coloro che ama la incitano, la spronano, la sostengono nelle sue scelte di vita, soprattutto quelle importanti, quelle che la vita te la svoltano, letteralmente.

Ed ecco che dopo soli tre mesi e mezzo, a percorso quasi concluso, la ritroviamo rinvigorita, carica di autostima e con un bel progetto per l’immediato futuro.

“Voglio avere un altro bambino entro l’anno prossimo. Sono una mamma molto esigente che ha programmato la propria vita”.

Ci tiene molto a portare all’attenzione il punto per cui il programma Allurion le è stato indispensabile non solo per raggiungere il suo peso attuale di 60 chili, ma, ancor di più, per continuare a sentirsi donna.

“È una questione di percezione. Non è un modo sbagliato di essere, ma è un modo che io non voglio. Adesso devo rimanere incinta e ho questa opportunità. Mal che vada, si tratta di qualche chilo in più, non troppo, e ormai sto mangiando meno, sto facendo esercizio.”

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Il punto fondamentale è che il programma Allurion è prima di tutto un percorso di rieducazione alimentare. È una strada da seguire che si avvale di professionisti e di strumenti come il palloncino gastrico per raggiungere uno scopo. Nulla impedisce di riprendere peso, ma certamente risulta più difficile farlo perché, diciamocelo: quando siamo davanti allo specchio e ci vediamo nel corpo che abbiamo sempre desiderato, perché mai dovremmo anche solo pensare di ritornare indietro? E proprio quella paura non ci spinge forse a prestare maggiore attenzione a ciò che facciamo e a come vogliamo essere?

È quasi ironico scoprire poi che quello che un tempo sopportavamo come un sacrificio si trasforma in breve tempo nella nostra quotidianità perché ci fa stare meglio e quando il progresso è palpabile, percettibile da chiunque, noi per primi, risulta quasi impossibile tornare sui propri pesanti passi.

“La dottoressa che mi seguiva mi ha insegnato come mangiare. Ha migliorato il mio modo di mangiare. Voi mi scrivevate sempre, sempre, ed è lì che ho capito che non era solo uno sponsor. Non erano promesse campate per aria.”

Se desideri approfondire, puoi guardare l’intervista integrale a Maythe sul nostro canale Youtube. Se invece hai dei dubbi, sentiti libero di leggere le informazioni sul Programma Allurion o di contattarci per una consulenza gratuita e senza impegno.

COVID-19 e Obesità: quanto i problemi di peso peggiorano la malattia

COVID-19 e Obesità: quanto i problemi di peso peggiorano la malattia

L’informazione aiuta. Sempre.

Ed è per questo che in questo articolo abbiamo deciso di parlare di un tema attuale: il Covid-19.

Ormai tutti conosciamo i sintomi e le complicanze derivanti dal coronavirus ma, nel nostro caso, è bene chiedersi: “Le persone obese rischiano maggiormente se contraggono il Covid rispetto a persone normo peso?”

Vediamolo subito insieme.

Sempre più lavori scientifici hanno dimostrato complicazioni da Covid-19 in persone obese.

Si sa che l’obesità molto spesso porta con sé patologie correlate, inoltre una persona obesa può essere esposta ad un rischio maggiore e a complicanze più severe rispetto una persona non obesa.

La pandemia di COVID-19 infatti ha peggiorato la situazione, specialmente durante i periodi di lockdown, in cui una limitazione dei movimenti ha portato le persone ad avere accesso a cibi meno salutari e soprattutto a eccedere nelle porzioni.

Tutti abbiamo impiegato il tempo cucinando manicaretti e prelibatezze di ogni tipo: dolci, pane fatto in casa, pastasciutta.

Tutti abbiamo impiegato il tempo per rilassarci, vedere serie tv e film comodi sul divano… così per ore, giorni, settimane, mesi.

E la fine del lockdown non ha portato ad alcun miglioramento, anzi i dati sono davvero spaventosi.

Secondo i dati di Coldiretti diffusi lo scorso ottobre, infatti, il 44% degli italiani è aumentato di peso a causa delle nuove abitudini di vita dovute dalla pandemia, quali: smartworking, restrizioni imposte dal lockdown, chiusura palestre e centri sportivi e, ovviamente, la maggiore tendenza a dedicarsi alla cucina durante il tempo libero trascorso in casa

Tutto questo non ha fatto altro che peggiorare la situazione di partenza di coloro che avevano/hanno chili in eccesso.

Ma cosa rischio se sono obeso e contraggo il Coronavirus?

I dati parlano chiaro: le persone obese che hanno contratto il Coronavirus hanno avuto il 113% in più di probabilità di essere ospedalizzate, il 74% in più di essere ricoverate in terapia intensiva ed il 48% in più di morire rispetto ai pazienti normopeso.

Dimagrire in questo periodo, dunque, deve essere una motivazione in più.

Se attualmente sei in isolamento a causa del Covid-19, segui questi consigli. Il cambiamento inizia da tanti piccoli step:

  • Sfrutta il tempo che hai a disposizione per riflettere sulla tua condizione fisica e per capire qual è la soluzione migliore al tuo problema.
  • Prepara ricette dietetiche e salutari per te e la tua famiglia. Hai molto tempo a disposizione per preparare cibi freschi e di stagione senza ricorrere ai cibi pronti, grassi e ipercalorici.
  • Sai che in casa si può fare un ottimo allenamento? Tanti oggetti casalinghi, di uso quotidiano, possono essere sfruttati per eseguire dei circuiti di allenamento “homemade”. Se non sai come fare per allenarti da solo, cerca dei video tutorial su internet!

È solo questione di volontà. È solo questione di scelte.

Non mettere a rischio la tua salute.

Agisci per cambiare il tuo stile di vita e migliorare la qualità della tua vita.

Aumento di peso: non sempre dipende dalla persona. Scopriamo insieme le cause genetiche dietro un aumento di peso eccessivo 

Aumento di peso: non sempre dipende dalla persona. Scopriamo insieme le cause genetiche dietro un aumento di peso eccessivo 

Sappiamo bene che i chili di troppo dipendono da un’alimentazione eccessiva o scorretta, ma talvolta è la genetica a influire sull’eccesso di grasso corporeo.  

Le persone sovrappeso sono sempre di più, tanto da parlare di una vera e propria “epidemia da cattiva alimentazione”, che coinvolge tutto il mondo.   

L’obesità, indirettamente, è la seconda causa di morte dopo il fumo, in quanto favorisce molte patologie: diabete, malattie cardiovascolari e tumori. Un forte sovrappeso, inoltre, può provocare problemi respiratori, articolari e invecchiamento precoce. 

Ma l’obesità non dipende unicamente dalle scelte alimentari (che comunque sono decisive).  

È stato studiato e provato che alcune persone tendono a ingrassare molto di più di altre, anche adottando le stesse abitudini alimentari.   

Una delle cause determinanti della predisposizione all’obesità è dovuta al gene OB, al quale si deve la sintesi della leptina, ovvero un ormone proteico che regola il senso di sazietà a livello cerebrale.  

La leptina mantiene il deposito di grasso nel corpo entro livelli non eccessivi. Le persone predisposte alla magrezza producono dosi maggiori di questo ormone, oppure sono più sensibili alla sua azione. Al contrario, chi palesa una predisposizione all’obesità produce quantità minori di leptina, oppure è meno sensibile a sua azione.  

In sostanza, sia una produzione carente di questa proteina sia una recezione insufficiente da parte del cervello contribuiscono a ridurre il metabolismo, favorendo di conseguenza l’obesità.  

Una recente ricerca su questo argomento dimostra l’esistenza di un’altra variabilità genetica favorevole allo sviluppo dell’obesità: la concentrazione nel sangue di una sostanza chiamata amilasi salivare, fondamentale per metabolizzare gli amidi, contenuti ad esempio nel pane, nella pasta e nel riso.  

Gli individui con una carenza di questa sostanza, sono predisposti all’insulino-resistenza, e di conseguenza anche all’obesità e al diabete di tipo 2. 

LA PREDISPOSIZIONE ALL’OBESITÀ CONTA, MA NIENTE SCUSE! 

Come abbiamo visto, la predisposizione all’obesità va sicuramente considerata.  

Le cause genetiche, però, non sono da tenere come scusa valida per mangiare cibi poco salutari!  

Un’alimentazione corretta, uno stile di vita sano e l’attività fisica sono la difesa migliore per contrastare l’obesità e le patologie correlate (come ad esempio il diabete), anche se questi sono “scritti” nel  nostro DNA.  

Come dimagrire senza dieta: un sogno? No. Oggi è realtà(Leggi bene)

Come dimagrire senza dieta: un sogno? No. Oggi è realtà(Leggi bene)

Da sempre l’essere umano è abituato a “risparmiare”. Ma non parliamo di risparmio economico, bensì di risparmio energetico.

Siamo sempre pronti a trovare la scorciatoia, la strada più breve e più facile per ottenere un qualcosa.

Il punto è che nulla si ottiene senza sforzo e senza sacrificio. Questo vale anche (e soprattutto) per il mondo della perdita di peso.

Come si sa, per dimagrire c’è bisogno di seguire una dieta alimentare ipocalorica che per alcuni può essere un gran sacrificio.

Da qualche tempo, però, è possibile dimagrire senza particolari sforzi.

Dimagrire senza dieta è un sogno? No, oggi è realtà.

Come? – vi starete chiedendo.

Grazie al Programma di perdita di peso con Palloncino Gastrico Allurion.

Si tratta di una metodica del tutto innovativa, che permette alle persone di dimagrire senza soffrire la fame.

La persona che posiziona il Palloncino avrà lo stomaco occupato per metà del suo volume e dunque si sentirà sazio mangiando porzioni ridotte di cibo; in questo modo il dimagrimento avverrà in maniera più semplice e “meno sofferta” rispetto alla sola dieta.

PRENDITI UNA VACANZA DALLA FAME

Il palloncino gastrico Allurion ha una durata di 16 settimane, tempo sufficiente per ottenere un dimagrimento sano e per acquisire nuove abitudini alimentari.

Dimagrire facilmente non è più un sogno. Con Medita Medical e il Palloncino Allurion, puoi perdere peso senza soffrire la fame.

  • COME FUNZIONA

Il palloncino viene posizionato in regime ambulatoriale in meno di 20 minuti.

Il medico posizionatore aiuterà il paziente a deglutire la capsula gelatinosa vegetale che, al suo interno, contiene il palloncino gastrico. Una volta che il paziente avrà deglutito la capsula, questa verrà gonfiata tramite un sondino con 550cc di soluzione fisiologica.

Al termine del gonfiaggio, il sondino viene staccato e si procede ad un controllo radiografico per assicurarci che il palloncino sia correttamente posizionato.

Il posizionamento dà il via ad un programma di 6 mesi in cui il paziente viene assistito a livello motivazionale e -soprattutto- nutrizionale. Una visita nutrizionale al mese per sei mesi ti permetterà di imparare a mangiar sano e bilanciato, in base alle tue esigenze personali.

In questo modo acquisirai un nuovo stile di vita più salutare, che ti permetterà di mantenere i risultati a lungo termine.

  • Ma allora la dieta va seguita o no?

Seguire una dieta (intesa nel senso corretto del termine ovvero sana alimentazione) è l’unico modo che abbiamo per dimagrire in maniera salutare e soprattutto mantenere i risultati ottenuti a lungo termine (perché no, per sempre!)

L’etimologia di dieta è “Stile di vita”, per cui per ottenere un cambiamento radicale dobbiamo cambiare stile di vita, adottandone uno più sano rispetto a quello attuale. Ed è quello che impariamo nel percorso di Rieducazione Alimentare associato al Palloncino Gastrico Allurion.

Dimagrire con facilità non è più un’utopia. Non è più un sogno. È possibile grazie a Medita Medical e al Palloncino Gastrico Allurion.

Obesità: definizione, cause e risichi del peso in eccesso

Obesità: definizione, cause e risichi del peso in eccesso

L’obesità è una malattia che si caratterizza per l’eccessivo accumulo di tessuto adiposo dato dalla congiunzione di fattori come: un’alimentazione ipercalorica e uno stile di vita sedentario. 

Altre condizioni possono essere: 

  • Genetiche: una naturale predisposizione influenza sia la metabolizzazione che l’accumulo di grasso corporeo. 
  • Abitudini familiari: il contesto familiare in cui si vive influenza notevolmente le abitudini alimentari, soprattutto se sin da piccoli si è abituati ad assumere un numero elevato di calorie.
  • Fattori socio-economici: anche se l’obesità è considerata una malattia dei paesi ricchi è possibile riscontrarla anche in contesti sociali disagiati in cui vige poco controllo sulla qualità del cibo e attività fisica limitata dovuti a spazi inadeguati o limitati. 
  • Patologie preesistenti: coloro che presentano, ad esempio, problematiche dovute all’artrite oppure particolari sindromi come quella di Prader-Willi o quella di Cushing tendono ad ingrassare se non vengono seguiti da uno specialista che gli consigli una dieta ipocalorica specifica per le loro esigenze.
  • Uso di farmaci e disturbi del sonno.

I rischi dell’obesità non sono da sottovalutare perché non riguardano soltanto l’aumento di peso ma anche: diabete di tipo 2, ipertensione, patologie cardiache, apnee notturne, calcoli biliari, problemi ginecologici e neoplasie.

Oltre ai danni alla salute, l’obesità impatta negativamente anche sulla qualità della vita: spesso chi soffre di questa patologia ha difficoltà nei movimenti a causa del peso in eccesso, depressione a causa della non-accettazione della propria forma fisica e isolamento sociale. 

Come si calcola l’obesità?

Una previa valutazione del peso corporeo si ha calcolando l’Indice di Massa Corporea (BMI): un parametro che evidenzia se si è in una condizione di sottopeso, normopeso, sovrappeso, obesità di I – II -III grado.

I valori di riferimento sono:

  • ≤18,5: sottopeso.
  • 18,5-24,9: peso normale.
  • 25-29,9: sovrappeso.
  • 30-34,9: obesità di primo grado (lieve.
  • 35-39,9: obesità di secondo grado (moderata).
  • ≥40 obesità: di terzo grado (severa).

Il BMI è un indice che fornisce una valutazione immediata dello stato ponderale, ma non è l’unico parametro utile che lega lo stato fisico alla salute.

Sovrappeso e obesità dovrebbero essere oggetto di valutazioni più specifiche di quanto possa mettere in luce il BMI; il grasso andrebbe indagato anche tenendo in considerazione la sua distribuzione misurando sia il girovita che la circonferenza dei fianchi.

In condizioni fisiologiche, maschio e femmina, si distinguono per una diversa distribuzione della massa adiposa:

  • Quella “a mela”: tipicamente maschile che si associa ad una maggiore distribuzione di tessuto adiposo nella regione addominale.
  • Quella “a pera”: tipicamente femminile che si associa ad una distribuzione del tessuto adiposo sui glutei e cosce.

Queste differenze sono legate al rapporto tra ormoni sessuali maschili (androgeni) e femminili (estrogeni) e tali condizioni sono generalmente definite:

  • Obesità androide: detta anche centrale o viscerale. Questa distribuzione si associa ad un’elevata deposizione di tessuto adiposo a livello degli organi interni determinando maggiori rischi per la salute.
  • Obesità ginoide: o anche periferica, sottocutanea. In questo tipo di obesità il grasso è presente soprattutto nel compartimento sottocutaneo, con conseguente elevato rapporto tra grasso superficiale e profondo.

Per stabilire una delle due condizioni occorre calcolare la circonferenza addominale, comparandola con quella dei fianchi, per fare ciò ci si avvale del rapporto WHR (Waist to Hip Ratio): parametro che mette in relazione la circonferenza vita con quella dei fianchi, sesso ed età. 

I valori di riferimento sono:

  • Rapporto WHR maggiore di 0,85 per un’obesità di tipo androide 
  • Rapporto WHR inferiore a 0,79 per definire un’obesità ginoide.

I pazienti che superano tali valori sono considerati ad alto rischio di problemi medici legati all’obesità.

Verificato lo stato in cui ci si trova occorre anche valutare come è composta la massa che determina il peso. Valutare la composizione corporea significa misurare i diversi componenti che costituiscono il corpo: ossa, organi, muscolo, acqua ecc…

Questa valutazione può essere fatta su diversi livelli, tuttavia quello maggiormente studiato e che trova riscontro nella pratica clinica è quello denominato molecolare in cui il corpo può essere diviso in: massa grassa e massa magra. 

Non si deve pensare, però, che un corpo perfetto debba essere composto solo da massa magra; difatti esiste del grasso essenziale necessario al metabolismo che corrisponde al 3-4% del peso per l’uomo e al 10-11% per la donna.

È considerata massa grassa superiore alla norma quando è tra il 18% e 25% nell’uomo e 25%-31% nella donna. 

Alla domanda cosa bisogna prendere in considerazione se il grasso o il peso, la risposta è entrambi.

La composizione corporea è fondamentale per capire se siamo in uno stato di sovrappeso/obesità di cui preoccuparci e cambiare stile di vita è imprescindibile per non incorrere in malattie e/o patologie più o meno gravi.

Sovrappeso e obesità: differenze, rischi e rimedi

Sovrappeso e obesità: differenze, rischi e rimedi

Elipse è l’unico palloncino intragastrico ad essere posizionato all’interno dello stomaco mediante la somministrazione di una capsula. È un percorso di 4 mesi che viene eseguito in regime privato e dunque non è convenzionato con il sistema sanitario nazionale (SSN).

Il dispositivo è di forma sferica ed è realizzato in silicone al cui interno contiene del liquido (circa 550ml di soluzione) compatibile con l’organismo umano, tant’è vero che alla fine del programma, dopo che il palloncino si sia sgonfiato, il liquido viene espulso attraverso le urine mentre l’espulsione del palloncino avverrà naturalmente attraverso l’apparato digerente.

Elipse dona al paziente una sensazione di sazietà che limiterà l’introduzione di cibi in eccesso, in questo modo, e attraverso un regime alimentare controllato abbinato ad un’attività fisica programmata, sarà possibile mantenere sotto controllo il proprio peso corporeo.

L’inserimento di tale dispositivo è possibile per pazienti dai 18 anni in su che presentano un Indice di Massa Corporea (IMC) uguale o maggiore di 27, ovvero per coloro che sono sovrappeso o obesi.

L’inserimento viene eseguito solo in un ambulatorio medico o in una clinica accreditata, non richiede ricovero, chirurgia, anestesia o endoscopia proprio grazie alla sua innovativa composizione.

Non tutte le persone, però, possono usufruire di tale dispositivo in quanto è necessaria una previa valutazione dello stato clinico del paziente in seguito ad un consulto o ad una visita specialistica.

Palloncino Elipse: dove farlo e quali sono i prezzi

I centri Medita Medical sono presenti quasi tutte le maggiori città italiane come:

  • Milano
  • Genova 
  • Roma
  • Torino (in agg.)
  • Napoli
  • Firenze (in agg.)
  • Padova
  • Bologna (in agg.)
  • Bari
  • Cosenza
  • Cagliari
  • Catania (in agg.)
  • Palermo
  • Rimini
  • Lecce
  • Mestre

Chiama al numero (+39) 327-3463071 per scoprire qual è quello più vicino a te o compila il nostro form per una visita specialistica.