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Durante i primi anni della pandemia numerosi studi hanno osservato un’associazione tra obesità e maggiore probabilità di ricovero o di una forma grave di COVID-19. Quelle evidenze restano importanti, ma devono essere lette nel loro contesto: varianti del virus, livelli di immunità, vaccinazioni e possibilità terapeutiche sono cambiati rispetto al 2020 e al 2021.

Oggi l’obesità continua a essere riconosciuta tra le condizioni associate a un rischio più elevato di COVID-19 grave. Questo non consente però di prevedere l’evoluzione dell’infezione in una singola persona. Età, patologie concomitanti, stato immunitario e accesso tempestivo alle cure contribuiscono al rischio individuale.

Questa pagina fornisce informazioni generali. Non permette di formulare una diagnosi né di scegliere autonomamente vaccinazioni o trattamenti.

L’obesità è ancora un fattore di rischio?

Sì. L’Organizzazione Mondiale della Sanità include l’obesità tra le condizioni associate a una maggiore probabilità di sviluppare una forma grave di COVID-19. Anche il CDC ricorda che il rischio può aumentare quando sono presenti più condizioni cliniche.

Si tratta di un’associazione osservata a livello di popolazione, non di un esito inevitabile. Due persone con lo stesso BMI possono avere età, composizione corporea, funzionalità respiratoria, condizioni metaboliche e storie cliniche molto diverse.

Per questo non è corretto trasferire automaticamente al presente le percentuali ricavate nelle prime fasi della pandemia o usarle come previsione personale.

Perché il contesto è cambiato rispetto al 2020

Le prime stime sul rischio provenivano soprattutto da popolazioni non vaccinate, esposte a varianti differenti e curate in sistemi sanitari sottoposti a una pressione eccezionale. Nel tempo sono aumentate l’immunità acquisita attraverso vaccinazione o infezione e le possibilità di trattamento.

L’OMS segnala che il peso globale delle forme gravi si è ridotto, ma COVID-19 continua a causare ricoveri e decessi, soprattutto tra le persone con maggiore rischio clinico. Le raccomandazioni vengono quindi aggiornate in base alle evidenze, alle varianti e al contesto nazionale.

I numeri pubblicati in anni diversi possono misurare esiti differenti e riguardare popolazioni non confrontabili. Per essere interpretabile, una percentuale dovrebbe sempre indicare almeno periodo, popolazione studiata, stato vaccinale ed esito considerato.

Perché l’obesità può aumentare il rischio di forme gravi

Il rapporto tra obesità e infezioni respiratorie è complesso. Tra i meccanismi studiati vi sono:

  • possibili alterazioni della risposta immunitaria;
  • infiammazione cronica di basso grado;
  • minore riserva respiratoria in alcune persone;
  • maggiore frequenza di condizioni associate, come diabete di tipo 2, apnee ostruttive del sonno e malattie cardiovascolari.

Questi fattori non sono presenti né agiscono nello stesso modo in tutte le persone. Un’associazione statistica non dimostra che un singolo episodio grave sia causato esclusivamente dall’obesità.

L’obesità è una condizione cronica e multifattoriale, influenzata da elementi biologici, ambientali, sociali e clinici. Attribuirla soltanto alla volontà o alle scelte personali è inesatto e può aumentare lo stigma. Per un quadro più ampio consulta la guida su obesità: definizione, cause e rischi e l’approfondimento sul perché l’obesità viene ancora sottovalutata.

Il BMI non descrive da solo il rischio individuale

Molti studi utilizzano il BMI perché è semplice da calcolare su grandi popolazioni. Il BMI è però uno strumento di screening: non misura direttamente il grasso corporeo, non distingue massa muscolare e massa grassa e non descrive la distribuzione del tessuto adiposo.

Nella valutazione clinica possono essere rilevanti anche età, circonferenza vita, pressione, funzionalità respiratoria, diabete, patologie cardiovascolari, terapie e mobilità. Un calcolatore online non può quindi stabilire il rischio personale di sviluppare una forma grave di COVID-19.

Prevenzione e cure richiedono indicazioni aggiornate

Vaccini disponibili, gruppi prioritari e indicazioni terapeutiche possono cambiare nel tempo e differire tra Paesi. Nel 2026 l’OMS continua a considerare la vaccinazione uno strumento importante per ridurre malattia grave e decessi; le raccomandazioni più recenti sono disponibili nella pagina ufficiale dell’OMS sulla vaccinazione COVID-19.

Per sapere quali indicazioni si applicano alla propria situazione è opportuno consultare il medico, il Ministero della Salute, la Regione o la ASL. Età, condizioni cliniche e stagione possono modificare le raccomandazioni.

Non iniziare, sospendere o modificare farmaci sulla base di un articolo online. Alcuni trattamenti devono essere valutati tempestivamente e possono avere indicazioni, interazioni o controindicazioni che richiedono un professionista sanitario.

COVID-19 e gestione del peso

Non è corretto proporre un dimagrimento rapido come misura immediata contro COVID-19. Cambiamenti estremi dell’alimentazione o dell’attività fisica possono essere inappropriati, soprattutto durante una malattia acuta o in presenza di altre condizioni.

La gestione dell’obesità è un percorso di medio-lungo periodo che può comprendere alimentazione, attività fisica adattata, supporto comportamentale, trattamento delle patologie associate, farmaci o procedure quando indicati. Nessun singolo intervento è adatto a tutti e nessun trattamento per la perdita di peso garantisce protezione da COVID-19.

Il palloncino gastrico, i farmaci anti-obesità e la chirurgia bariatrica non sono trattamenti per COVID-19. L’eventuale indicazione dipende da una valutazione dedicata, separata dalla gestione di un’infezione respiratoria.

Quando contattare un professionista sanitario

Chi presenta sintomi compatibili con un’infezione respiratoria e ha condizioni che possono aumentare il rischio dovrebbe contattare tempestivamente il medico o i servizi sanitari per ricevere indicazioni aggiornate. In caso di difficoltà respiratoria importante, dolore o pressione al torace, confusione, perdita di coscienza o rapido peggioramento occorre rivolgersi subito ai servizi di emergenza.

Questi esempi non comprendono tutti i possibili segnali di urgenza e non sostituiscono le istruzioni delle autorità sanitarie.

Informazioni da aggiornare nel tempo

SARS-CoV-2 continua a essere monitorato insieme agli altri virus respiratori. In Italia l’ISS pubblica gli aggiornamenti della sorveglianza delle infezioni respiratorie acute.

La conclusione più prudente è questa: l’obesità rimane associata a un rischio maggiore di COVID-19 grave, ma il rischio personale non può essere dedotto dal peso o dal BMI soltanto. Per decisioni su prevenzione, vaccinazione o trattamento servono fonti aggiornate e una valutazione professionale.

Fonti