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L’obesità è una malattia cronica, progressiva e soggetta a recidive, caratterizzata da un eccesso di tessuto adiposo che può compromettere la salute. Non è semplicemente il risultato di scelte sbagliate o scarsa forza di volontà: deriva dall’interazione tra fattori biologici, genetici, psicologici, ambientali e sociali.

Riconoscerne la complessità è importante sia per ridurre lo stigma sia per scegliere un trattamento appropriato. Alimentazione e movimento fanno parte della cura, ma in alcune persone possono essere necessari anche supporto comportamentale, farmaci autorizzati, procedure endoscopiche o chirurgia bariatrica.

Le soglie e le indicazioni riportate di seguito riguardano gli adulti; bambini, adolescenti e gravidanza richiedono criteri e percorsi specifici.

Che cos’è l’obesità

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’obesità una malattia cronica e recidivante che nasce da interazioni complesse tra genetica, neurobiologia, comportamenti alimentari, accesso a un’alimentazione salutare e ambiente.

L’aumento del tessuto adiposo non riguarda soltanto l’aspetto fisico. Il grasso corporeo, soprattutto quando si accumula nell’addome e attorno agli organi, può influire su metabolismo, infiammazione, pressione arteriosa, sensibilità all’insulina e funzione di diversi apparati.

Come si valuta l’obesità

Indice di massa corporea

Il parametro più utilizzato è l’indice di massa corporea, o BMI, calcolato dividendo il peso in chilogrammi per il quadrato dell’altezza in metri.

Negli adulti, le categorie comunemente utilizzate dall’OMS sono:

  • BMI da 18,5 a 24,9 kg/m²: intervallo di normopeso;
  • BMI da 25 a 29,9 kg/m²: sovrappeso;
  • BMI pari o superiore a 30 kg/m²: obesità.

Le classi di obesità vengono spesso suddivise in:

  • classe 1: BMI da 30 a 34,9 kg/m²;
  • classe 2: BMI da 35 a 39,9 kg/m²;
  • classe 3: BMI pari o superiore a 40 kg/m².

Il BMI è una misura pratica e surrogata: aiuta a orientare lo screening, ma non determina da solo diagnosi, gravità clinica o indicazione terapeutica. Non misura direttamente la composizione corporea e può essere meno preciso, per esempio, nelle persone con molta massa muscolare, negli anziani o in presenza di particolari condizioni cliniche.

Per alcuni gruppi etnici il rischio cardiometabolico può comparire a valori di BMI più bassi. Le soglie devono quindi essere interpretate nel contesto individuale.

Circonferenza vita e grasso addominale

La distribuzione del grasso è importante. Un accumulo centrale è associato a un rischio maggiore di diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari.

Le linee guida NICE suggeriscono di affiancare al BMI il rapporto tra circonferenza vita e altezza negli adulti con BMI inferiore a 35 kg/m². Un messaggio pratico è cercare di mantenere la circonferenza vita inferiore alla metà dell’altezza.

Questa misurazione non deve diventare uno strumento di autodiagnosi e non sostituisce la valutazione medica, soprattutto quando sono presenti sintomi o patologie. La discussione e la misurazione del peso dovrebbero avvenire con rispetto e con il consenso della persona.

Quali sono le cause dell’obesità

Non esiste quasi mai una sola causa. Il peso corporeo è regolato da meccanismi complessi che coinvolgono cervello, ormoni, apparato digerente, tessuto adiposo, muscoli e ambiente.

Fattori genetici e biologici

La predisposizione genetica all’aumento di peso può influire su appetito, sazietà, distribuzione del grasso e risposta dell’organismo alla perdita di peso. Nella maggior parte dei casi non è coinvolto un singolo “gene dell’obesità”, ma l’effetto combinato di numerose varianti genetiche e dell’ambiente.

Alcune rare forme di obesità hanno una causa genetica specifica, ma devono essere diagnosticate in ambito specialistico.

Ambiente e disponibilità degli alimenti

Porzioni abbondanti, alimenti molto energetici facilmente disponibili, lavoro sedentario, scarso accesso a spazi per il movimento e condizioni socioeconomiche possono favorire l’aumento di peso.

Questi fattori limitano le possibilità di scelta individuale e spiegano perché attribuire tutto alla volontà sia scientificamente scorretto.

Sonno, stress e salute psicologica

Sonno insufficiente o irregolare può modificare i segnali che regolano fame e sazietà. Stress cronico, depressione, ansia e difficoltà emotive possono influire sul comportamento alimentare, senza però seguire uno schema identico in tutte le persone.

Disturbi da alimentazione incontrollata o altri disturbi della nutrizione e dell’alimentazione richiedono una valutazione specifica e non vanno trattati con semplici diete restrittive.

Malattie e farmaci

Alcune condizioni endocrine o genetiche possono contribuire all’aumento di peso. Anche determinati farmaci possono influenzare appetito, metabolismo o ritenzione di liquidi.

Questo non significa che ogni aumento di peso abbia una causa ormonale. Esami e approfondimenti devono essere scelti dal medico sulla base di storia clinica e sintomi, evitando test indiscriminati.

Non tutti i sintomi devono essere attribuiti al peso; un problema clinico nuovo va valutato per la propria causa.

Gravidanza, menopausa ed età

Le diverse fasi della vita possono modificare composizione corporea, attività fisica, sonno e fabbisogno energetico. I cambiamenti ormonali sono un elemento del quadro, ma raramente spiegano da soli un aumento importante e persistente del peso.

Quali rischi comporta

Il rischio non dipende solo dal numero sulla bilancia. Contano distribuzione del grasso, durata dell’obesità, età, familiarità, attività fisica e presenza di altre condizioni.

L’obesità è associata a una maggiore probabilità di sviluppare:

  • diabete di tipo 2;
  • ipertensione e malattie cardiovascolari;
  • apnee ostruttive del sonno;
  • steatosi epatica associata a disfunzione metabolica;
  • artrosi e limitazioni della mobilità;
  • malattia renale;
  • problemi riproduttivi e complicazioni della gravidanza;
  • calcoli della colecisti;
  • alcuni tipi di tumore;
  • riduzione della qualità di vita.

Un’associazione statistica non significa che tutte le persone svilupperanno queste condizioni. La valutazione serve a stimare il rischio individuale e a identificare problemi già presenti.

Quali controlli possono essere utili

Il medico può valutare, in base alla situazione:

  • pressione arteriosa;
  • glicemia ed emoglobina glicata;
  • profilo lipidico;
  • funzionalità epatica e renale;
  • sintomi compatibili con apnee del sonno;
  • farmaci assunti;
  • salute psicologica e comportamento alimentare;
  • mobilità, dolore articolare e capacità funzionale.

Non tutti hanno bisogno degli stessi esami. La selezione deve essere personalizzata.

Come si tratta l’obesità

Il trattamento mira a migliorare salute e qualità di vita, non a raggiungere un modello estetico. Gli obiettivi possono comprendere perdita di peso, prevenzione del recupero ponderale, controllo delle malattie associate e miglioramento della capacità fisica.

Intervento nutrizionale e comportamentale

L’alimentazione dovrebbe essere equilibrata, sostenibile e adattata a preferenze, cultura, condizioni economiche e malattie presenti. Negli adulti, per ottenere una perdita di peso è necessario un deficit energetico, ma non esiste un unico schema valido per tutti.

Le diete a bassa o bassissima energia non sono una soluzione ordinaria: richiedono indicazione, supervisione e supporto specialistico.

Il supporto comportamentale può aiutare a riconoscere ostacoli, situazioni di rischio e strategie per mantenere i cambiamenti nel tempo.

Attività fisica

Il movimento porta benefici anche quando non produce una perdita di peso evidente. Il programma deve essere progressivo e compatibile con condizioni cardiache, respiratorie e articolari.

Farmaci per la gestione del peso

I farmaci per la gestione del peso autorizzati possono essere indicati in persone selezionate, all’interno di un percorso complessivo. Devono essere scelti e monitorati con il medico secondo indicazioni, controindicazioni e autorizzazioni applicabili; non bisogna iniziarli, associarli o sospenderli autonomamente.

Procedure endoscopiche e palloncino gastrico

Il palloncino intragastrico è un dispositivo temporaneo che può supportare la perdita di peso in persone selezionate. Non è una chirurgia e non è adatto a tutti.

La procedura deve essere accompagnata da valutazione medica, programma nutrizionale e comportamentale supervisionato, gestione degli effetti collaterali e follow-up. Possono verificarsi eventi avversi anche seri: benefici, rischi, alternative e incertezze sull’efficacia nel lungo periodo devono essere discussi prima della procedura.

Chirurgia bariatrica

La chirurgia bariatrica comprende interventi come sleeve gastrectomy e bypass gastrico. Può essere indicata quando il bilancio tra benefici e rischi è favorevole e richiede valutazione multidisciplinare e controlli a lungo termine.

Perché il peso può tornare

Dopo una perdita di peso l’organismo può aumentare i segnali di fame e ridurre il dispendio energetico. Questo adattamento biologico contribuisce alla possibilità di recupero ponderale e non rappresenta automaticamente un fallimento personale.

La gestione dell’obesità può richiedere controlli prolungati, modifiche del trattamento o combinazioni diverse nel corso del tempo, come accade per altre malattie croniche.

In sintesi

L’obesità è una malattia complessa e non un difetto di carattere. BMI e circonferenza vita aiutano a orientare la valutazione, ma il rischio deve essere interpretato insieme a storia clinica, distribuzione del grasso e condizioni associate.

Il trattamento più appropriato può includere alimentazione, movimento, supporto comportamentale, farmaci, procedure endoscopiche o chirurgia. La scelta deve essere personalizzata e condivisa con professionisti qualificati.

Fonti

Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2026. Contenuto informativo: non sostituisce una valutazione medica personalizzata.