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Il rapporto tra tumore e obesità

Il rapporto tra tumore e obesità

Uno dei rischi maggiori legati all’eccesso di peso è l’insorgenza di una neoplasia che può colpire anche quegli organi e tessuti che non sono direttamente collegati all’alimentazione.

Il rapporto tra tumore e obesità è uno dei tanti dati scientificamente dimostrati da una moltitudine di studi, ma, diciamocelo, nelle ultime decadi sembra essere diventato un noioso ritornello quello del cancro. “Fumare fa venire il cancro”, “mangiare salumi fa venire il cancro”, “stare troppo tempo nel traffico fa venire il cancro”. Sembra che ogni comportamento, anche quelli minuscoli o virtuosi, provochino l’insorgere di un tumore, anche laddove ci sembra impossibile possa apparire. Se dovessimo prendere questi avvertimenti alla lettera, dovremmo sentire di milioni di vittime al giorno in ogni parte del mondo.

Spieghiamo

Il modo corretto di interpretare, ad esempio, “fumare fa venire il cancro” è: fumare aumenta le possibilità che si sviluppi il cancro. Cosa significa? Che, fumando regolarmente, aumentano le probabilità che si sviluppi una neoplasia. Dunque, ipotizzando di partire da una minima percentuale dell’1%, se andiamo a sommare un aumento per gli uomini del 90% e per le donne del 70%, alla fine avremo che i fumatori abitudinari hanno rispettivamente il 91% e il 71% di possibilità in più di ritrovarsi con un cancro ai polmoni.

Se a questa cattiva abitudine ne sommiamo delle altre, quali sedentarietà, elevato consumo di carni rosse trattate o poco esercizio fisico, possiamo renderci conto che le probabilità tendono anche a quadruplicare.

Per l’obesità si applica la stessa regola.

Il rapporto tra tumore e obesità è più grande di quanto non appaia

L’eccesso di peso determina l’insorgenza del 4% dei tumori su scala globale. Se volessimo prendere in considerazione solo la popolazione dei Paesi più ricchi con un sistema sanitario che offra informazioni precise, ogni anno 30 milioni di persone sviluppano un tumore a causa del sovrappeso, metà della popolazione italiana per intenderci. Una così alta incidenza è provocata dal fatto che, come già detto, l’obesità influenza più organi e apparati anche non direttamente collegati: seno, utero, reni, fegato, ovaie e tiroide.

Perché c’è un rapporto tra tumore e obesità?

L’eccesso di peso influenza il grado generale di infiammazione del corpo. Questa è una delle principali cause di innesco di quei meccanismi cellulari che possono portare ad una mutazione del DNA. Quando ciò avviene, le nuove cellule con un DNA diverso possono iniziare un processo di replicazione senza controllo perché perdono l’inibizione da contatto. In pratica, non riescono a capire che ce ne sono troppe di cellule in uno stesso posto. Iniziano quindi a riprodursi senza freni e a formare quella che è comunemente chiamata massa tumorale e, dunque, il tumore stesso.

L’iniziativa è la principale prevenzione

Ripetiamo che non è il mettere su qualche chilo ad essere rischioso, ma è la convivenza con lo stato di obesità che ci porta a sviluppare questo tipo di male ed è quindi prioritario scegliere non come agire, ma quando, perché il tempismo è precedente solo alle modalità. Prima si scegli di agire, di dire a se stessi “sì, lo voglio fare” e solo dopo si decide il “come fare”.

Prendiamo noi di Medita come esempio. Offriamo una soluzione nella forma di un percorso di rieducazione alimentare, ma, come appena detto, proponiamo una soluzione, un valido strumento, ma non un’iniziativa. Devi essere tu a scegliere quando e se cominciare. Come si suol dire: chi ben comincia è a metà dell’opera, e non c’è nulla di più vero. Solo scegliere di iniziare è il primo grande passo in salita che dovrai fare e il resto, in confronto, ti apparirà tutto in discesa.

La Giornata mondiale dell’alimentazione

La Giornata mondiale dell’alimentazione

Celebrata dalla fine della Grande Guerra, la giornata mondiale dell’alimentazione è la principale ricorrenza globale a mantenere viva l’attenzione sul tema della nutrizione, sia come benessere individuale che come principale necessità per il mondo intero.

Il 16 ottobre del 1945, a poco più di un mese dalla fine della Grande Guerra, a Quebéc fu fondata l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO, Food and Agriculture Organization) allo scopo di contribuire ad accrescere i livelli di nutrizione, aumentare la produttività agricola mondiale e migliorare la vita delle popolazioni rurali. Tale ricorrenza sarà celebrata in tutto il mondo fino ai giorni nostri con la Giornata mondiale dell’alimentazione.

Il tema della Giornata di quest’anno

Il nono segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres inaugura il tema del 2022 con poche, semplici parole:

Una produzione migliore, una nutrizione migliore, un ambiente migliore, e una vita migliore.”

In particolare, si è entrati nel (de)merito delle problematiche legate all’alimentazione come, ad esempio, lo sconvolgente numero di tre miliardi di persone che non possono permettersi una dieta sana, l’insensibilità verso il problema dell’obesità o che negli ultimi tre anni il numero di coloro che sono afflitti dalla fame è raddoppiato, anche a causa degli ultimi eventi, pandemia e guerra per primi.

Per meglio comprendere quanto sia ampio il discorso promosso dalla FAO, basti pensare ai temi trattati in passato, tra i quali:

  • 1984 – Le donne nell’agricoltura
  • 1989 – Alimentazione ed ambiente
  • 1993 – Le diversità della natura: un patrimonio prezioso
  • 2005 – Agricoltura e dialogo fra culture
  • 2011 – Prezzi degli alimenti, dalla crisi alla stabilità

Si potrebbe continuare parlando del diritto all’alimentazione, degli investimenti agricoli per incrementare la sicurezza alimentare o della primaria importanza dell’acqua e dell’agricoltura sostenibile.

L’Italia tra i promotori

Nel nostro Paese, per sensibilizzare anche le generazioni più giovani, quest’anno il Ministero dell’Istruzione ha promosso un’iniziativa editoriale appositamente per la giornata mondiale dell’alimentazione dal titolo La Nutrizione giocando – Principi di base per una corretta alimentazione dedicata sia agli educatori che ai loro studenti. L’iniziativa ha lo scopo di insegnare non solo l’importanza della nutrizione nel mondo, ma, soprattutto, il benessere che deriva da una corretta alimentazione: dalla definizione dei macronutrienti, alla lettura delle etichette, passando dallo spreco alimentare fino al costo di una buona dieta.

Soffermandoci sugli ultimi due argomenti, soprattutto in questo periodo di forte rialzo dei prezzi, possiamo arrivare a comprendere la correlazione tra una dieta più sana e lo spreco alimentare. Banalmente, ciò che sprechiamo è ciò che abbiamo pagato, dunque, si tratta di fondi in meno da destinare a quegli alimenti più costosi, ma spesso anche più sani. Certo, non mancano le alternative, ma la variazione è ciò che da più sapore in tavola e più salute al corpo.

Pensa al pesce fresco o alle verdure che non sono di stagione, ma a cui non vogliamo rinunciare, vuoi per gusto o per abitudine. Quindi, per evitare i nostri ben 67 kg annui di spreco alimentare a persona, basterebbero delle piccole accortezze, come comprare solo ciò di cui abbiamo bisogno, redigere la lista della spesa prima di recarsi a farla o anche imparare a leggere i valori sulle etichette per valutare il potenziale nutrizionale in confronto al costo del prodotto.

Giornata nazionale per la lotta contro l’obesità

Giornata nazionale per la lotta contro l’obesità

Nata come estensione dell’Obesity Day, la giornata nazionale per la lotta contro l’obesità è l’evento tutto italiano per responsabilizzare il pubblico ad uno stile di vita più sano.

Dal 2015 è stata istituita la Giornata Mondiale contro l’obesità allo scopo di sensibilizzare su un problema che colpisce ogni anno centinaia di milioni di persone e ne ferisce a decine di milioni, talvolta con risvolti gravi o, persino, con la morte. Nell’Italia che vanta una, se non LA dieta più completa, salutare e bilanciata al mondo, tale evento è stato replicato il 10 ottobre di quest’anno come la Giornata nazionale per la lotta contro l’obesità.

Per l’occasione, medici e nutrizionisti si sono dati appuntamento in diverse città italiane allo scopo di coinvolgere il pubblico nella delicata questione del pericolo legato al sovrappeso e, in particolare, all’obesità. Vogliamo premurarci di ricordare che sovrappeso e obesità non sono sinonimi come a volte erroneamente si crede, ma indicano un diverso grado di eccesso di peso e, pertanto, non vanno né visti, né trattati allo stesso modo.

La situazione, non tra le peggiori, ma nemmeno la migliore

Nel Bel Paese, la questione alimentare è abbastanza sentita, anche dalle fasce d’età più avanzate, talvolta persino dalle arzille nonnine che guardandoti con pietà non possono fare a meno di dirti che stai “sciupato”.

Secondo le stime fornite dall’Istituto Superiore di Sanità e ribattute proprio in occasione della Giornata nazionale per la lotta contro l’obesità, più di un terzo della popolazione adulta è in sovrappeso, il 35,3% con l’esattezza, mentre il 9,8% risulta obesa, vale a dire circa 6 milioni di italiani e il numero, purtroppo, sembra destinato ad aumentare.

A preoccupare maggiormente sono, naturalmente, le conseguenze dell’obesità. Essa è infatti responsabile di gravi patologie come cardiopatie, diabete, malattie del fegato (dette epatiche) e anche diverse tipologie di tumore. Il cuore, in particolare, come già ribadito, è uno degli organi più esposti, nonché uno tra i più sensibili da trattare. Il cuore, in particolare, come già ribadito, è uno degli organi più esposti a questo tipo di patologie, nonché uno dei più sensibili da trattare.

L’obesità è una malattia curabile

La prevenzione rimane ancora la principale alleata, ma è anche vero che non sempre è sufficientemente radicata da essere messa in atto. Pertanto, è giusto ribadirlo: l’obesità si cura a differenza di tante altre patologie che, purtroppo, non lo sono. La cura miracolosa ce l’hanno tutti. Non si compra, né si estrae, ma la si trova banalmente nelle più semplici azioni quotidiane. La coppia perfetta rimane ancora l’alimentazione corretta e uno stile di vita attivo, uniti dai collanti dell’educazione e della presa di coscienza, ciò che più di ogni altro impulso ci spinge all’iniziativa, a fare quel passo che è tanto importante per noi anche se ancora non ce ne rendiamo conto.

La Giornata Mondiale del Cuore

La Giornata Mondiale del Cuore

Il 29 settembre ricorre la Giornata Mondiale del Cuore promossa allo scopo di sensibilizzare sulla prevenzione delle malattie cardio-cerebro vascolari e promuovere le sane abitudini.

“Use heart for every heart”, “usa il cuore per ogni cuore”. È lo slogan che inaugura la nuova edizione della Giornata Mondiale del Cuore. L’obiettivo di quest’anno è tenere viva l’attenzione del grande pubblico non solo sulla tematica sempreverde della prevenzione, ma anche di contestualizzarla al nostro presente. Nel particolare, è stata posta una grande enfasi sul rapporto che lega la salute cardiaca alla salvaguardia dell’ambiente, visto che l’inquinamento atmosferico è responsabile del 25% di tutte le morti per malattie cardiovascolari.

La nostra situazione

L’Italia, purtroppo, contribuisce ad alzare la media mondiale dei decessi, registrando un’incidenza del 35%, riconfermandosi per un altro anno come la prima causa in assoluto. In poche parole, più di un terzo delle morti non naturali del nostro Paese sono correlate a patologie cardiovascolari. Anche le motivazioni rimangono sempre le stesse: tabagismo, sedentarietà, alimentazione squilibrata, abuso di alcol, sovrappeso e obesità.

Prevenzione, di nuovo, ancora

Sì, d’accordo, sarà noioso e irritante sentirselo dire in continuazione dal governo, dalle organizzazioni sanitarie, dai medici di mezzo mondo, dagli eminenti scienziati, dagli occhialuti ricercatori, dai presentatori televisivi o dai vicini che l’hanno letto sui social. Prevenzione, prevenzione e ancora prevenzione, ma, chiediamoci: un motivo ci sarà, no?

Certo, e la risposta più immediata è che le malattie cardiovascolari rimangono ancora la prima causa di morte al mondo con oltre 18 milioni di vittime ogni anno, il doppio rispetto al cancro e, dunque, un pericolo da non sottovalutare mai. Come già detto, sovrappeso e obesità incidono non poco su queste tristi percentuali, ed è qui che la Giornata Mondiale del Cuore trova il suo scopo, ovvero mostrare (e dimostrare) che con la correzione delle proprie abitudini, alimentari tra le altre, è possibile ridurre notevolmente i rischi legati ad uno stile di vita malsano.

Le indicazioni a chiare lettere

La brochure informativa rilasciata dall’Alleanza Italiana per le Malattia Cardio-Cerebrovascolari e pubblicata dal Ministero della Salute per la Giornata Mondiale del Cuore 2022 ci mostra chiaramente quanto l’alimentazione in primis, se usata come saldo pilastro delle nostre buone abitudini, possa migliorare nettamente il nostro stile vita, incidendo tanto sulla salute fisica quanto mentale.  

Noi di Medita Medical uniamo la nostra voce al coro di esperti e specialisti che spingono fortemente per un’autentica rieducazione alla salute personale, a non temere quei cambiamenti che ci migliorano, che ci curano, che ci rendono felici con noi stessi prima che con gli altri.

Il problema dell’obesità è trascurabile

Il problema dell’obesità è trascurabile

Nonostante negli ultimi anni abbia guadagnato una sempre maggior visibilità, il problema dell’obesità continua ad essere pesantemente sottostimato a causa di un’innaturale indifferenza.

Provate per un momento ad immaginare la grande città di Roma, l’eterna capitale con i suoi secoli di storia e la sua vivace popolazione. Allo stesso modo, focalizzatevi sull’assurda possibilità che tutti i suoi abitanti periscano l’uno dopo l’altro nel giro di un solo anno, lasciandola deserta e silenziosa. È una visione macabra, ma è esattamente questa la proporzione dei casi di morte legati al problema dell’obesità.

Tre milioni, per razionalizzare con le stime dell’OMS, sei volte i decessi legati al fumo di sigaretta, nonché la quinta principale causa di morte su scala globale, maggiore persino del tasso delle malattie respiratorie.

La realtà è un po’ più complicata

Il dato più allarmante, però, è legato a quanti siano i soggetti realmente a rischio, ovvero circa due miliardi di persone, poco più di un quarto dell’intera popolazione mondiale, 650 milioni dei quali esposti al pericolo di sviluppare patologie o disturbi seri nel medio termine. Può sembrare una cifra al limite dei più raffinati complottismi, ma è sufficiente pensare che la combinazione tra globalizzazione, distribuzione di cibo a basso costo e mancanza di norme alimentari stringenti hanno favorito l’insorgenza del problema dell’obesità persino in quei Paesi ritenuti poveri per antonomasia, quali India, Vietnam e Bangladesh.

Nonostante ciò, obesità e sovrappeso continuano ad essere percepiti dalle masse come problemi trascurabili, vuoi per mal informazione, per mancanza di sensibilità o perché si diluiscono bene nel tempo come un cucchiaino di zucchero in una tazzina di caffè. Pensate a un terremoto. Può provocare centinaia di vittime in una manciata di secondi, creando scompiglio, sorpresa e talvolta indignazione, ma, numeri alla mano, le cifre appaiono risicate se confrontate alle milioni causate dal cancro ogni anno. Una vita è pur sempre una vita, ben inteso, ma parliamo comunque di cifre enormemente superiori. Cifre che però sembrano non essere nemmeno prese in considerazione quando c’è da allarmarsi per davvero.

Il problema è intrinseco al concetto

Per quanto banale possa sembrare, vi è una mancanza alla base del concetto stesso, vale a dire la presa di coscienza, perché il primo passo per risolvere un problema è ammettere che esiste. Che esiste nel mondo, che esiste là fuori e che può colpire chiunque, anche noi che nella prospettiva di qualcun altro siamo proprio quel mondo a cui siamo tanto insensibili e che continua a peggiore per l’indifferenza verso noi stessi, nonostante le soluzioni siano più semplici di quanto non appaiano.

L’invito è chiedersi se vale la pena trattarsi così, ridursi a tanto nel disperato tentativo di riempire una lacuna che non potrà mai essere colmata con il solo cibo, pur sapendo che simili abitudini possono portarci a rischiare molto più del nostro apparire.